Olimpiadi di Parigi 2024: il logo

CONTENUTI

Introduzione

Con la 33° edizione delle Olimpiadi ospitate a Parigi, viene lanciata come di consueto la nuova Brand Identity e quindi il nuovo logo. Ecco il reel di presentazione della nuova veste comunicativa dell’evento.

Ecco qui il reel

Come ci viene narrato in prima persona dalla voce maschile, i nuovi asset comunicativi vogliono racchiudere in sé tutti i valori più alti legati allo sport (oltre i confini fisici e mentali), e inoltre includere i concetti valoriali che si basano sull’uguaglianza e sui diritti umani. Per sintetizzare tutto questo, è stato progettato un logo che racchiude tre elementi: la Medaglia, la Fiamma e Marianne. Una Marianne che diventa protagonista femminile, ma allo stesso tempo parla nel reel con voce maschile. Una scelta in linea con gli aspetti legati all’uguaglianza o semplicemente un’incoerenza? Ma scendiamo nel dettaglio della composizione grafica.

I tre elementi

1° elemento: La Medaglia
La medaglia è semplicemente rappresentata dal cerchio che racchiude gli altri due elementi grafici. Un cerchio color oro che ha il compito di esprimere in “modo immutato” i valori sportivi classici: la determinazione, il talento, l’eternità della vittoria

2° elemento:  la Fiamma Olimpica e Paralimpica
Il secondo elemento è la fiamma olimpica e paralimpica. La classica fiamma, e quindi tutto il logo per questa edizione, si fa carico sia delle olimpiadi che delle paralimpiadi, sicuramente per portare veramente uguaglianza nella percezione dello sport. Annullando così qualsiasi distinzione di categoria. Si dichiara infatti che la fiamma unisce tutte le persone sotto un unico vessillo valoriale, oltre confini, nazioni e generazioni

3° Marianne
La figura femminile mitica che esprime allegoricamente l’orgoglio francese e i suoi valori “Liberté, Égalité, Fraternité”. Rappresentata di volta in volta secondo i diversi gusti e stili artistici di ogni epoca, la vediamo ad esempio condurre la folla nel celebre dipinto di Eugène Delacroix (1830). Nei concetti legati alle olimpiadi, la Marianne diventa inoltre il simbolo dell’ uguaglianza, della condivisione e della generosità.

In conclusione, questa fusione di significati è necessaria a porre l’umanità al centro dei giochi olimpici.

La mia analisi sugli elementi simbolici

L’ambizione del progetto è ammirevole e direi anche nobile: i concetti da esprimere sono profondi, numerosi e di varia natura. Passando però alla realizzazione grafica voglio esprimere i miei dubbi sul risultato finale, soprattutto per quanto concerne il logo.

Trovo visivamente interessante l’utilizzo dello spazio negativo e positivo per sintetizzare i tre elementi. Se ci soffermiamo sull’immagine vediamo come siano state sapientemente applicate le regole della Gestalt per ottenere questo logo. Un risultato complessivo che però a mio parere poteva essere migliore, magari applicando anche le medesime regole. Con una visione più lungimirante sul logo nella sua completezza, forse molti di noi non avrebbero avuto la sensazione che questo logo è tanto simile a quello del parrucchiere sotto casa.

Quello che infatti mi fa storcere il naso è proprio la forma finale del simbolo. Con un peso  eccessivo sul volto, sui capelli e sulla bocca femminile della Marianne dei nostri tempi, in qualche modo credo che venga attivato un bias percettivo abbastanza diffuso globalmente e che ci fa pensare a settori legati all’estetica. Una scelta che va in direzione totalmente opposta a quella sperata, che invece vuole dipanare concetti profondi positivamente radicati nella cultura e nella storia dell’evento olimpico, della Francia e dell’umanità. La Marianne è una figura mitica, sicuramente bella fisicamente secondo parametri estetici immutabili, ma ciò che rappresenta e vuole ispirare va ben oltre la fisicità. La Marianne vuole esprimere concetti positivi, ideali e valori fondamentali. Trovo quindi ingiusto e riduttivo volerla rappresentare graficamente con un ciuffo di capelli sbarazzino e una boccuccia.

Altro punto debole del pittogramma è la medaglia che, diciamocelo, è un tondo. Niente di personale nei confronti dei cerchi, ma quando sono utilizzati nei loghi, sono molto spesso un segmento di una costruzione più complessa, oppure sono una cornice neutra all’interno della quale si sviluppa la parte interessante di un logo. Penso che questo richiamo alla medaglia sia ovvio, ma allo stesso tempo troppo facile. Inoltre concettualmente penso che la medaglia sia un contenitore più che un contenuto.

Niente da dire sulla fiamma che fa il suo dovere comparendo nello spazio negativo tra i capelli e delineando contemporaneamente il volto di Marianne.

Typeface e Colori

Trovo invece la scelta tipografica molto elegante e allo stesso tempo non eccessiva, con un evidente richiamo agli stili tipografici dell’Art Déco. Non credo che il font si adatti molto a grossi blocchi di testo, ed è probabile che al font principale del logotipo verrà abbinato un secondo font di supporto.

Scelte molto sicure e azzeccate per i colori che non potevano essere molto diversi. Oro, colori olimpici e colori della Francia.

Conclusione

Nel complesso trovo quindi che il logo sia carente sotto alcuni punti di vista tecnici e concettuali. Sicuramente è stato progettato tenendo in considerazione molte variabili ed esigenze, ma non sono sicuro che il risultato finale sia veramente all’altezza dell’evento e di ciò che vuole rappresentare.

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