CONTENUTI
Introduzione
Guardiamo i grandi brand
Pensiamo a Nike, Adidas, Coca-Cola, FedEx, Amazon, Microsoft. Nessuno di questi loghi rappresenta direttamente il prodotto o il servizio offerto. Nessuna scarpa per Nike, nessuna bottiglia per Coca-Cola, nessun pacco per Amazon.
Immagina per un attimo se quei loghi famosi venissero “stravolti” per mostrare visivamente il prodotto che vendono: il risultato sarebbe debole, sbilanciato, e visivamente sgradevole. Perderebbero tutta la loro forza comunicativa.
Il problema è iconografico
Quando si tenta di rappresentare in maniera troppo letterale il settore, si limita la capacità evocativa del brand. Un’icona di una scarpa per Nike, ad esempio, avrebbe confinato l’immaginario del marchio, impedendogli di esprimere tutto ciò che realmente rappresenta.
Nike non è solo scarpe: è uno stile di vita, una promessa di prestazione, una sicurezza, un’esperienza. È un brand complesso, vivo e in continua evoluzione.
Il logo deve raccontare, non spiegare
Il logo ideale non dovrebbe spiegare in modo scontato a quale settore appartiene il brand. Dovrebbe invece contenere valori, ideali, emozioni. Dovrebbe evocare, ispirare, raccontare una storia.
Per questo, la scelta più lungimirante è creare un’identità visiva che non si limiti a descrivere, ma che sappia comunicare in profondità.
Da dove partire?
Se stai creando un logo – o meglio, un’identità visiva – puoi iniziare da queste domande fondamentali:
Chi siamo davvero?
Perché facciamo ciò che facciamo?
Quali sono le nostre storie?
Cosa ci differenzia?
Dove vogliamo arrivare?
A chi ci rivolgiamo?
E se vendiamo scarpe?
Anche se vendi scarpe, ricordati: un logo con una scarpa sopra esiste già. Non serve ripetere l’ovvio, ma piuttosto saper raccontare l’unicità del tuo brand.


