La Brand Identity di Zohran Mamdani a New York

CONTENUTI

Un nuovo volto per New York

Zohran Mamdani è il nuovo sindaco di New York: il più giovane, il primo socialista e il primo musulmano a ricoprire questa carica negli Stati Uniti. Nato in Uganda da una famiglia indiana, Mamdani è membro dei Democratic Socialists of America (DSA), il movimento che si ispira a figure come Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez.

Quando annunciò la sua candidatura nell’ottobre del 2024, aveva appena 33 anni e pochissima notorietà. Eppure, in meno di un anno, la sua figura è diventata un simbolo di rinnovamento e partecipazione civica.

Un programma chiaro e vicino alla gente

Il cuore della campagna che ha portato Mamdani alla vittoria si è basato sulla promessa di ridurre il costo della vita per i lavoratori newyorkesi.
Niente slogan astratti o promesse generiche — solo obiettivi concreti come:

  • controllo degli affitti
  • trasporti pubblici e asili nido gratuiti
  • supermercati comunali accessibili

Dai social al successo elettorale

All’inizio del 2025, i sondaggi lo davano appena all’1 %. Ma nel giro di pochi mesi, la sua campagna è esplosa sui social media. Con oltre 5,6 milioni di follower su Instagram e TikTok, Mamdani è riuscito a parlare direttamente ai più giovani, alternando messaggi politici e momenti di vita quotidiana.

La strategia del neoeletto sindaco che ha reso la sua comunicazione autentica e vicina alla realtà delle persone. Dimostrandosi vincente.

Un’identità visiva fuori dagli schemi

L’immagine di Mamdani si distingue per il suo forte legame territoriale e per la sua originalità travolgente, in totale controtendenza rispetto alle classiche scelte comunicative dei partiti.

La visual identity della campagna — progettata dallo studio Forge Design di Philadelphia, guidato da Aneesh Bhoopathy — si basa su pochi e semplici elementi, proprio per questo diretti, coerenti ed efficaci

Logotipo e tipografia: il logo è stato realizzato grazie ad uno stile tipografico personalizzato partendo dal carattere Boheld, che è stato largamente utilizzato nella grafica americana dello scorso secolo, in particolare nei manifesti pubblicitari, nelle insegne commerciali e nelle copertine delle riviste. Il logotipo rappresenta semplicemente il nome Zohran, e da un lato evoca un senso di familiarità locale newyorkese avvicinandosi allo stile utilizzato dalle scritte sulle insegne dei negozi più comuni che si possono trovare per le strade della città, come le cosiddette bodegas latine. Dall’altro, richiama fortemente le origini indiane di Mamdani. Esprime inoltre forza e confidenza. Gli altri font utilizzati sono il sans serif Union Gothic, compatto e adatto al grande formato e un font “script” per i dettagli come il “for” tra Zohran e New York. La scelta di 3 stili tipografici differenti è un dettaglio che va ad incastrarsi perfettamente con il contesto “da strada”, riprendendo l’utilizzo di numerosi e disparati caratteri tipografici tipici delle insegne commerciali dei negozi di quartiere. 

Colori a forte contrasto e stili della grafica. Aneesh Bhoopathy ha dichiarato di aver cercato di collegarsi alla cultura pop e all’iconografia di New York e quindi a ciò che la gente riconosce subito passeggiando per strada.  Alcuni dei riferimenti più riconoscibili sono quelli del giallo scuro dei taxi, dei vibranti colori delle insegne delle bodegas di quartiere, e probabilmente anche il blu dei Knicks, la squadra di basket newyorkese. Si può inoltre riconoscere una forte somiglianza stilistica con le locandine dei film di Bollywhood, andando a richiamare le origini indiane di Zohran. L’utlizzo di bordi, ombreggiature colorate ed effetti dal tocco vintage un po’ su tutte le grafiche della campagna, strizzano nuovamente l’occhio al sistema comunicativo consolidato nel tessuto urbano della città. Se vogliamo, tali elementi potrebbero risultare pesanti in un contesto istituzionale, ma sono invece coerenti e potenziati all’interno del sistema visivo ideato.

I poster, realizzati da Tyler Evans, riprendono tutti questi elementi per comunicare e informare i cittadini utilizzando più canali di comunicazione, uno su tutti quello visivo ed emozionale. Oltre ovviamente al normale livello di lettura delle parole e dei messaggi.

La rottura con la comunicazione politica tradizionale

Il linguaggio visivo codificato in modo così strategico è profondamente radicato nel tessuto urbano e nella vita quotidiana dei cittadini. 

Attraverso questo linguaggio visivo sincero, diretto e ottimista, la campagna di Mamdani ha mostrato come il design possa diventare un atto politico: un modo per ricostruire il legame tra le istituzioni e la vita quotidiana delle persone.

C’è inoltre una forte rottura con la rigidità dei simboli politici tradizionali.

Se consideriamo la storia dietro la comunicazione visiva dei partiti politici la scelta si distacca da qualsiasi altro sistema visivo realizzato in ambito politico esprimendo energia, calore e fiducia, e rappresenta una rottura con i codici cromatici della politica americana, dominati dal rosso (repubblicano) e dal blu (democratico).

I punti di forza della comunicazione visiva di Mamdani in breve

  • Rottura con la comunicazione politica tradizionale
  • Dichiarazione di vicinanza con al popolazione e con il tessuto urbano
  • Originalità e forte personalizzazione
  • Connessione profonda con il candidato: Zohran Mamdani

E in Italia?

In Europa e in Italia, per quanto riguarda la comunicazione visiva in ambito politico, tendiamo sempre a prendere ispirazione, se non a copiare spudoratamente, i sistemi già collaudati in America.
Vediamo ad esempio il caso Alexandria Ocasio-Cortez la cui identità grafica fu largamente imitata dai nostri politici.

È come se la paura di comunicare in modo errato bloccasse tutte le possibilità comunicative a priori. Se la destra utilizza il blu navy, allora nessuno a sinistra può utilizzare il blu navy. Se la sinistra utilizza il rosso, tutti a destra devono fare attenzione ad utilizzare troppo il rosso. Queste scelte “sicure” da un lato limitano certamente l’esposizione a possibili fraintendimenti da parte del target principale: gli elettori; dall’altro lato rendono la comunicazione politica in Italia una palude, uno scenario ripetitivo e scontato.

È come entrare in un supermercato e vedere tutti gli articoli esposti più o meno con il medesimo packaging, cosa scegliamo dunque per cena?

Nella comunicazione politica, nessuno ha il coraggio di osare, nessuno ha il coraggio di fare un passo oltre gli stilemi obsoleti e consolidati. Forse perché nessuno dei nostri politici ha personalità, lungimiranza e una vera identità.

Mi sento di dire che il design relativo a questo ambito, forse, rispecchia l’impasse in cui ci troviamo.

Condividi questo articolo

Scopri di più da lúgvisual

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere